Inquinamento: aiutiamo il pianeta con il bambù

Inquinamento: aiutiamo il pianeta con il bambù

Il problema dell’inquinamento

Si possono cogliere segni di degrado in quasi ogni ecosistema nel mondo. Un terzo dei paesaggi agricoli sono stati impoveriti e distrutti nel solo 2010, abbassando temporaneamente o permanentemente la capacità produttiva della terra (FAO 2011). Inoltre, il mondo perde 7,6 milioni di ettari di foresta ogni anno, un’area della dimensione di Panama.

4,3 milioni di ettari si ripristinano grazie alla piantumazione o al naturale rigenerarsi delle foreste, ma persiste comunque una perdita netta di 3,3 milioni di ettari, un’area delle dimensioni di Taiwan (FAO 2015). Questa perdita ha un diretto impatto sulle comunità locali che dipendono dalla terra, distruggendo anche altri aspetti ambientali. La deforestazione, ad esempio, accelera i cambiamenti climatici. Il carbonio immagazzinato nel suolo e negli alberi viene rilasciato molto più velocemente nell’atmosfera.

Inoltre, l’aumento della popolazione e la crescita di una classe media globale si traducono in una crescente domanda di prodotti a base di legno e fibre, ponendo ulteriore pressione sulle foreste superstiti. Le piantagioni forniscono in questo momento il 30% del fabbisogno mondiale di legname. Pertanto, le foreste temperate e tropicali continuano a essere compensate e ripiantate per soddisfare questa domanda. Nel frattempo, le diverse nazioni, su scala globale, continuano a cercare soluzioni economicamente valide per il ripristino di 150 milioni di ettari di terreno degradati e disboscati. Industrie e società continuano disperatamente a cercare fibre che non provengano dalla deforestazione.

Il duplice problema, domanda di risorse e degrado ambientale, in concomitanza con la disponibilità limitata di terreno, rende chiaro che un sistema economico che utilizza la terra così come ha fatto sino ad ora è insostenibile.

Il bambù come soluzione per aiutare l’ambiente

Le piantagioni di bambù possono essere coltivate su terreni degradati, fornendo proprietà di restauro positive e allo stesso tempo riducendo la deforestazione e il degrado attraverso la fornitura di una fonte di fibra sostenibile. Il rapido tasso di crescita e l’elevata produttività di bambù determinano volumi significativi di fibre prodotte per area e input. L’investimento di Alma Bamboo nella nuova tecnologia consente l’uso del bambù nella produzione della maggior parte dei prodotti che ora si basano sul legno come fibra grezza. 

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Coltivati su terreni degradati, le piantagioni di Alma Bamboo possono fornire una risorsa grezza sicura e sostenibile per industrie, aziende e consumatori.

Dal momento che cresce così velocemente, il bambù assorbe molto carbonio – fino a quattro volte di più rispetto alle piantagioni forestali convenzionali. Il carbonio è uno dei gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico, quindi più carbonio possiamo assorbire dall’atmosfera, meglio è.

Ha una rete di radici complessa, densa e dura che fornisce un’eccezionale stabilità del suolo. Questo lo rende ideale per progetti di riforestazione in cui il suolo è stato indebolito dopo essere stato utilizzato per l’agricoltura. Significa anche che il bambù può essere coltivato su terreni di scarsa qualità, non andando a sostituire le colture alimentari essenziali. Come una pianta robusta, non ha bisogno di molta irrigazione, fertilizzanti o pesticidi.

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