Nuova via della Seta e bambù

Nuova via della Seta e bambù

La graminacea al centro dell’economia mondiale

La Nuova via della Seta, conosciuto anche come Belt and Road Initiative (Bri) è un ambizioso programma di investimenti lanciato dal presidente cinese Xi Jinping che mette sul piatto mille miliardi di dollari (pari a sette volte il Piano Marshall, per intenderci). Qual è il ruolo del bambù all’interno dei rapporti diplomatici mondiali che vanno configurandosi? Strategico! Non perderti il nostro ultimo post per saperne di più.

L’economia del bambù

La Cina, che ospita più di 500 specie diverse di bambù, è il primo produttore al mondo di questa graminacea di cui ne ha fatto un simbolo iconografico. Materia prima versatile e dalle migliaia di applicazioni commerciali, la Cina crede da sempre in questo sempreverde buono per tutti gli usi e più che mai attuale dato che ha bisogno di poche cure e cresce a grande velocità, con tutti i benefici che comporta sul clima e la biodiversità. Più resistente dell’acciaio, ma anche più leggero, flessibile e adattabile, permette di monetizzare senza pensieri. Tant’è che, negli ultimi anni, il mercato cinese del bambù ha registrato una crescita del 50 per cento per un valore complessivo pari a 30 miliardi di dollari e milioni di addetti sparsi sul territorio.

Il bambù al centro della civilizzazione ecologica

Il bambù rappresenta la svolta verde di Pechino e ben si inserisce all’interno del progetto di “civilizzazione ecologica” tanto caro al governo. Sostenibile, locale, con forti valenze culturali, ambientali e sociali, questa incredibile graminacea è l’asso della manica nei rapporti diplomatici che vanno instaurandosi sulla Nuova via della Seta.

La Nuova via della Seta tra Asia e Africa

In occasione del forum sulla cooperazione Cina-Africa, il bambù è stato proposto come incentivo economico ai Paesi africani per partecipare alla Nuova via della Seta. Le infrastrutture ecologiche realizzate in bambù sono solo uno dei temi più appetibili messi sul tavolo diplomatico da parte del governo cinese. E non potrebbe essere diversamente dato che questa graminacea ha tutte le caratteristiche per essere la soluzione ai problemi climatici, oltre che la miglior alternativa ai più impattanti legname, alluminio, cemento e plastica.

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