La casa galleggiante in bambù che resiste alle inondazioni

La casa galleggiante in bambù che resiste alle inondazioni

Core House, il progetto del Politecnico di Torino

Può una casa essere elegante, altamente sostenibile, a basso costo e ad alta sostenibilità, auto-costruibile e in grado di resistere alle inondazioni? Certo, se è in bambù! Continua a leggere per saperne di più sull’innovativo progetto del Politecnico di Torino premiato al Resilient Homes Design Challenge, lanciato dalla World Bank.

Il challenge che sfida i cambiamenti climatici

Con l’intento di rispondere al crescente numero di calamità naturali che colpiscono il pianeta, la World Bank e Nazioni Unite – Un Habitat, in partenariato con Airbnb, Build Academy e Global Facility for Disasters Reduction and Recovery – ha promosso il concorso Resilient Homes Design Challenge, per la progettazione di piccole case economiche e sostenibili che possano essere costruite a un costo inferiore a 10 mila dollari. Il Politecnico di Torino ha raccolto la sfida: un team di studenti da tutto il mondo, coordinati da Francesca De Filippi, Roberto Pennacchio, Matteo Robiglio, Elena Vigliocco, Matteo Gianotti e Marco Simonetti hanno messo a punto “Core House”.

Core House, la casa galleggiante in bambù

Il progetto “Core House” coordinato da Laura Munoz Tascon, studentessa colombiana che ha guidato il team del Politecnico di Torino, ha vinto uno dei nove premi del Resilient Homes Design Challenge lanciato dalla World Bank per trovare soluzioni in grado di arginare gli effetti devastanti del cambiamento climatico.

Le caratteristiche

La casa galleggiante in bambùCore House”, è dotata di un sistema di fusti in plastica riutilizzati che permette all’abitazione di alzarsi fino a un metro e mezzo e galleggiare in caso di inondazioni. In questo modo, la casa non viene né distrutta né portata via, ma si adatta all’onda rimanendo a galla. “Credo che sia stata premiata l’eleganza, aspetto che spesso viene tralasciato quando si tratta di risolvere problemi pratici importanti in contesti catastrofici”, spiega Matteo Robiglio, che insegna Progettazione architettonica e urbanistica al Politecnico di Torino, al Sole 24 ORE. Il risultato del Politecnico di Torino è ancora più significativo se si considera che sono state selezionate solo 9 proposte tra più di 300 relative a tre scenari: il clima caldo umido, ambienti sottoposti a frequenti esondazioni o inondazioni e scenario freddo himalayano-andino con terremoti e frane.

La presentazione della casa galleggiante in bambù

Ora i vincitori sono invitati a esporre il progetto alla sede centrale della World Bank a Washington e altre sedi internazionali, e potranno essere realizzati e sperimentati nell’ambito di interventi della Banca Mondiale.

Se le infinite qualità del bambù hanno colpito anche te e vorresti sapere come mai sempre più persone ne stanno facendo un importante business, leggi Perché il bambù gigante. 

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