Bambù gigante investimento green

Bambù gigante investimento green

Bambù gigante: l’investimento che dura nel tempo

Un investimento che può arrivare a sfiorare una rendita del 50% l’anno, per un tempo davvero lungo (80-100 anni) non facendo praticamente nulla. Di cosa stiamo parlando? Del bambù gigante, ovviamente! Una proposta di buona, vecchia e solida economia reale, anzi, di agricoltura, con tanto di possesso della terra e qualche vantaggio per l’ambiente. Se ti abbiamo incuriosito, non perderti il post che abbiamo preparato!

Bambù gigante, investimento vincente

Investire nelle coltivazioni di bambù gigante fino a qualche tempo fa era una novità assoluta in l’Italia e in l’Europa, ma negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede. E non potrebbe essere diversamente visto che il mercato c’è: questa straordinaria graminacea vanta ben 1500 applicazioni commerciali, in Cina se ne coltivano 10 milioni di ettari e la domanda cresce del 5% annui. E questo è proprio il primo punto da chiarire: c’è ancora mercato per il bambù nostrano? Certo, basta pensare che a Milano si consumano due tonnellate di germogli di bambù la settimana e proporre germogli freschi raccolti in primavera, al momento giusto, farebbe la felicità dei ristoranti orientali e di tutti i clienti, oltre che dei vegetariani e dei vegani. Ma il business è reso ancora più appetibile dal fatto che i prodotti che si possono ricavare dal bambù gigante sono addirittura due: i germogli per uso alimentare, come abbiamo visto, e il legname delle canne.

Gli oltre 1500 usi del bambù gigante

Circa i due terzi della popolazione mondiale utilizzano il bambù come risorsa per i più svariati usi e settori: nulla viene sprecato del bambù gigante. Il legno del bambù gigante è a rapido accrescimento, di una bella venatura calda e adatta agli scopi più fantasiosi e raffinati. Basta fare un giro in rete per rendersi conto di quanto sia diffuso l’utilizzo del bambù: dai filati delle case di moda, alla cellulosa per produrre carta, passando per la costruzione di case e templi, fino ad arrivare all’oggettistica di design. I dettagli sulle produzioni derivanti dalla pianta, l’altissima richiesta da parte del mercato, la campagna mondiale contro il disboscamento ti inducono a voler approfondire il business del bambù gigante? Allora ecco un altro buon motivo: il bambù gigante non ha nemici naturali, quindi non occorrono fitofarmaci per coltivarlo, con tutte le conseguenze benefiche che ne conseguono per la natura e per il portafoglio.

Bambù gigante, investimento che rende

La domanda incessante da parte del mercato darà l’opportunità ai proprietari dei bambuseti di aumentare il loro reddito agricolo in maniera concreta, con punte dal nono anno in poi che potranno superare i 70mila euro annui per ettaro coltivato. Chiunque sarà proprietario di un bambuseto avrà i mediatori alla porta per potersi accaparrare il prodotto. Volendo ragionare con i numeri, ecco la rendita di un bambuseto a bassa intensità, basata sui prezzi attuali del bambù gigante in Italia.

45 euro/culmo (su 12 mt altezza e 11 cm diametro)
10 euro/kg per i germogli

Produzione attuale su 1 ettaro

– produzione culmi annui: pz 2700 x € 45 = 121.500 euro
– produzione germogli annui: pz 7500 x € 10 = 75.000 euro

Per un totale annuo pari a 196.500 euro

Se l’investimento del bambù gigante ti sembra sempre più interessante, leggi anche Perché bambù gigante.

 

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