Permacultura

Permacultura

Il bambù al centro dell’agricoltura sostenibile

Conosci già la permacultura, il metodo per progettare e gestire paesaggi antropizzati in modo che siano in grado di soddisfare i bisogni della popolazione (cibo, fibre ed energia, resilienza, ricchezza e stabilità di ecosistemi naturali)? Allora non perderti questo post in cui ti raccontiamo tutto quello che c’è da sapere sull’agricoltura sostenibile e ti presentiamo un’interessante progetto in cui il bambù è protagonista. Continua a leggere!

 

Permacultura: l’etica di usare la terra

È stato il naturalista australiano Bill Mollison a coniare la parola permaculture, tradotta in italiano come “permacultura”, che deriva dalla contrazione di permanent agriculture, ma anche di permanent culture. Nel 1978 Mollison pubblicò il primo libro sull’argomento, spiegando che una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra. La rivoluzione era già iniziata qualche anno prima con Masanobu Fukuoka, il botanico giapponese che aveva sviluppato un metodo di coltivazione naturale nel tentativo di invertire la degenerazione causata dall’agricoltura moderna.

 

Che cos’è la permacultura

La permacultura può essere la base attraverso cui progettare una grande azienda agricola, ma è perfetta anche per l’economia domestica e la produzione fai da te. Tutte le iniziative, grandi o piccole che siano, infatti, possono contribuire alla salvaguardia del pianeta e a indicare la strada verso un’economia più giusta. La permacultura punta a riorganizzare la nostra società in modo cosciente e ponderato, anche applicando le conoscenze maturate nel campo della ricerca scientifica. Qual è il ruolo del bambù in questo progetto? Prosegui nella lettura per scoprirlo.

 

Il progetto Parque Bambù

Parque Bambù per la città di El Limonal (Imbabura) è un progetto di agriturismo in permacultura in Ecuador, che prende il nome dalla straordinaria graminacea che lo caratterizza. L’idea nasce da Piet Sabbe, un cittadino belga trasferitosi in Sudamerica, che nel 1995 ha acquisito 15 ettari di terreni degradati sulle pendici occidentali delle Ande, nel nord del paese. Alla base dell’iniziativa vi è l’osservazione del mondo naturale, la riflessione sulla nostra dipendenza dai combustibili fossili e la volontà di ridisegnare la nostra società a partire da soluzioni semplici, piccole e lente. “Less is more” e “Small is beautiful”, per dirlo con le parole dell’ideatore.

 

Permacultura e bambù

permacultura
Un gruppo di studenti del Parque Bambù, davanti al bambù gigante Dendrocalamus asper.

 

Il progetto Parque Bambù in due decenni è riuscito a convertire il terreno brullo e disboscato ai margini del villaggio di El Limonal in un’oasi di verde, contenente molte specie diverse di bambù, alberi, viti e appezzamenti di terreno coltivato. Il tutto è iniziato osservando le caratteristiche specifiche del luogo: clima, geografia, tipo di vegetazione, storia umana e interazione con l’ambiente, suolo, presenza di acqua, pendenza del terreno, presenza di comunità o vicini. La permacultura, e il bambù in particolare, si sono rivelate la migliore risposta alla tendenza a urbanizzare anche i luoghi più remoti del paese e la distruzione dei paesaggi incontaminati senza tenere in considerazione il loro valore intrinseco o il servizio ambientale che possono fornire alle generazioni future.

 

Sono sempre di più le evidenze che fanno del bambù l’oro verde di un’economia sostenibile: un’incredibile risorsa etica per il mercato mondiale, utile sia a fini commerciali sia al sostentamento della popolazione del pianeta. Per approfondire, leggi anche Perché bambù gigante.

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