Alma Bamboo: l’intervista TV al fondatore Domenico Fortunato

Alma Bamboo: l’intervista TV al fondatore Domenico Fortunato

Domenico Fortunato ospite negli studi GRP

 

Domenico Fortunato, fondatore di Alma Consulting e Alma Bamboo, in questi giorni è stato ospite di Sfida Vincente, il programma condotto da Alessia Bertolotto, in onda tutte le sere su GRP. Per scoprire gli highlights dell’intervista prosegui nella lettura, altrimenti guarda il video!

Domenico Fortunato, ospite di Sfida Vincente

 

Domenico Fortunato, fondatore di Alma Consulting e Alma Bamboo, in questi giorni è stato ospite di Sfida Vincente, il talk show in onda su GRP (canale 13 del digitale terrestre) dedicato alle start up e alle aziende virtuose del nostro Paese. Con l’intento di dare volto e voce agli esempi imprenditoriali positivi ed innovativi, il programma si sviluppa con un’intervista a due tra l’imprenditrice cuneese Alessia Bertolotto e l’ospite in studio.

Alma Bamboo è nata un po’ per caso. – esordisce il socio fondatore Domenico Fortunato – “Era fine 2014, inizio 2015, e con il Gruppo Alma Consulting promuovevamo il montaggio di impianti fotovoltaici ed eolici. In quel periodo eravamo focalizzati sulla green economy e le energie rinnovabili, ma stavamo già cercando qualcosa di innovativo. Così è arrivato il bambù, quello che sarebbe diventato l’attore protagonista del nostro nuovo progetto”.

 

Com’è nato l’interesse nei confronti del bambù?

“Io sono di origini pugliesi, di Turi, nella provincia di Bari. Nelle mie zone a farla da padrona sono le ciliegie, le mandorle, le pesche, l’uva e le percoche, frutti molto tradizionali e conosciuti. Da ragazzo, infatti, ho solo un vago ricordo del bambù: la sedia a dondolo e il tavolo a casa di mia nonna. Ma quando mi è stato detto che del bambù esistono 1500 applicazioni commerciali, industriali e alimentari ho pensato che avrei dovuto approfondire la tematica. Così con il mio socio, Antonio Villani, abbiamo cominciato a studiare e confrontarci con persone esperte in botanica. Quindi abbiamo iniziato a proporre il bambù con lo stesso format che stavamo già utilizzando per le energie rinnovabili e che stava ottenendo un grande successo”.

 

Come nascono le creme di Tryboo?

“Proprio in questi giorni abbiamo presentato la linea di cosmetici Tryboo, marchio di BambùBio. Sotto la Srl BambùBio, infatti, vi sono la linea di cosmetici Tryboo e Biobù, quella alimentare. A questo proposito, va precisato che in natura esistono 1300 specie di bambù catalogate in circa 60 famiglie: tra queste alcune sono adatte a certi utilizzi, tra cui quello alimentare, altre sono più idonee all’estrazione dell’olio essenziale per il mercato della cosmetica.  I nostri sono prodotti al cento per cento naturali, made in Italy, biologici e certificati Aiab, l’ente certificatore della cosmetica naturale”.

 

Quante persone fanno parte della squadra di Alma Bamboo?

Alma Consulting è un po’ la mamma di tutte le nostre progettualità ed è composta da sette soci. All’interno di Alma Consulting ci sono Alma Bambù, BambùBio e Con.it.a.lo, legata alla produzione di humus. Con.it.a.lo è nata quando cercavamo un fertilizzante naturale per coltivare il bambù. Abbiamo conosciuto l’humus di lombrico, il risultato della trasformazione del letame in vermicompost grazie al lombrico rosso californiano e con Luigi Compagnoni, il fondatore della Lombricultura Compagnoni, abbiamo fondato Con.it.a.lo, il Consorzio Italiano Allevatori di Lombrichi. Ora stiamo disciplinando il mercato e affiliando i piccoli produttori”.

 

In questi anni è aumentata l’attenzione nei confronti del biologico?

“Dal 7 al 10 ottobre siamo stati al Sana, il Salone Internazionale del bio e del biologico di Bologna. Rispetto all’anno scorso, l’anno in cui abbiamo partecipato per la prima volta, abbiamo notato un’affluenza superiore: la gente si avvicinava, faceva domande tecniche, ed era molto curiosa”.

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