Coltivare bamboo fa bene agli oceani

Coltivare bamboo fa bene agli oceani

Coltivare bamboo per liberare le acque

 

Lo sapevi che una cannuccia di plastica impiega anche due secoli per degradarsi, rilasciando sostanze chimiche tossiche nell’ambiente? Per questo Gabriella Silvestri, biologa italiana residente in Svizzera, ha lanciato una scommessa: sostituire le cannucce di plastica con quelle in bamboo. L’idea della biologa, diventata una campagna di crowdfunding, parte da Rodrigues Island, un’isoletta al largo di Mauritius, nell’Oceano Indiano.  Per saperne di più, continua a leggere!

 

Coltivare bamboo, un aiuto per l’ambiente

 

Dopo aver lavorato per 20 anni in grosse aziende farmaceutiche come direttore di progetti per il lancio di nuovi medicinali, la biologa Gabriella Silvestri viene a conoscenza di Rodrigues Island, nell’Oceano Indiano, dove si scopre un’amante dell’acqua di cocco, la bevanda più diffusa sull’isola, da bere con una cannuccia di plastica. L’acqua di cocco, e l’abitudine di berla quando il frutto è appena raccolto, direttamente con la cannuccia, è una consuetudine così diffusa che dopo studi e ricerche Gabriella Silvestri scopre che negli ultimi 7 anni più di un milione di cannucce sono andate a finire nell’Oceano. Da lì l’idea: coltivare bamboo per ricavarne delle cannucce alternative, biodegradabili, biologiche, riutilizzabili e a bassissimo costo.

 

Coltivare bamboo: una scelta sostenibile

La biologa Gabriella Silvestri (Foto gofundme.com)

 

Quello delle cannucce di plastiche è un problema tutt’altro che banale: le dimensioni del fenomeno hanno numeri spaventosi. Basti pensare che in tutto il mondo si consumano un miliardo di cannucce al giorno, 500 milioni solo negli Stati Uniti. In Europa sono tra i primi cinque rifiuti raccolti sulle coste e in alcuni paesi se ne usano circa 2 miliardi l’anno. È evidente che le cannucce di plastica sono uno dei maggiori simboli della cultura usa e getta e un grave pericolo per l’ambiente: finiscono nell’oceano, dove restano per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli a causa dei raggi ultravioletti, del vento, delle onde, dei microbi e delle alte temperature. Coltivare bamboo per realizzare cannucce bio sembra una soluzione più che mai urgente.

 

Coltivare bamboo per la nostra salute

 

I frammenti di polistirene e le microplastiche delle cannucce non si degradano mai e rilasciano sostanze tossiche che entrano nell’atmosfera. Si stima che ogni chilometro quadrato di oceano contenga in media 63.320 particelle di microplastica, con grosse variazioni a livello regionale (fonte: Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente UNEP). Tanti piccoli rifiuti dalle dimensioni microscopiche, inferiori ai 5 mm di diametro, che vengono scambiati per cibo e causano la morte per soffocamento di pesci e uccelli marini. L’impatto riguarda tutti noi perché le micro plastiche, dopo essere state ingerite dalla fauna, arrivano al vertice della catena alimentare finendo nei nostri piatti. Secondo l’Ispra il 15-20 per cento delle specie marine che arrivano sulle nostre tavole contengono microplastiche. La soluzione? Coltivare bamboo per realizzare cannucce. Perché sfruttando proprio questa meravigliosa graminacea? Perché le cannucce di carta si rompono troppo facilmente e non sono adatte a liquidi caldi o viscosi, come un medicinale. Le cannucce di metallo possono rappresentare un rischio serio di soffocamento e si surriscaldano troppo facilmente.

 

Se l’idea di coltivare bamboo ti incuriosisce, leggi anche Perché il bambù gigante.

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