Labirinto di bambù

Labirinto di bambù

Alla scoperta del Labirinto di bambù più grande del mondo

 

È il più grande Labirinto di bambù esistente e si trova nella pianura Padana parmense, a Fontanellato. Per scoprire tutti i segreti dell’affascinante opera sognata e realizzata da Franco Maria Ricci, leggi il post che abbiamo preparato per te!

 

La storia del Labirinto di bambù di Fontanellato

 

A Fontanellato, nella pianura parmense, sette ettari di terra sono stati trasformati nel Labirinto di bambù più grande del mondo, aperto al pubblico dal 2015. L’editore e designer parmigiano Franco Maria Ricci aveva sognato di realizzare l’opera una trentina di anni fa e ce ne sono voluti sei di dedizione e lavoro per arrivare al Labirinto della Masone, inserito nel circuito dei castelli del Ducato di Parma e Piacenza. “Sognai per la prima volta di costruire un Labirinto circa trent’anni fa, nel periodo in cui, a più riprese, ebbi ospite, nella mia casa di campagna vicino a Parma, un amico, oltreché collaboratore importantissimo della casa editrice che avevo fondato: lo scrittore argentino Jorge Luis Borges”, si legge nella descrizione del Labirinto della MasoneIl Labirinto, si sa, era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi esitanti di cieco disegnavano intorno a me mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi”. Il Labirinto spinge l’immaginazione verso luoghi lontani: le tante specie di bambù ci fanno viaggiare con la mente verso oriente, mentre le architetture ispirate ai quadri visionari di Boullée e Ledoux immergono il visitatore nella Francia settecentesca. Il dedalo dei record si snoda in un percorso lungo oltre 3 chilometri, interamente tra le piante di bambù (in totale sono circa 200 mila), appartenenti a decine di specie diverse, e alte tra i 30 centimetri e i 15 metri.

 

Labirinto di bambù: la scelta

 

Franco Maria Ricci spiega così la scelta del bambù: “C’è, sul retro della mia casa a Milano, una sorta di hortus conclusus, un giardinetto circondato da alte mura. All’inizio non sapevo che farne; poi, un giorno, un giardiniere giapponese, competente e gentile, mi suggerì di piantarci un boschetto di bambù. Per acquistare i pochi bambù che mi erano necessari andai in Provenza, dove scoprii la Bambouseraie d’Anduze. Si tratta di un vivaio che ospita circa 200 specie diverse di bambù, è la più grande piantagione in Europa. Nel mio giardinetto milanese i bambù crebbero subito rigogliosi. Mi stavo innamorando di quella pianta. Tornai alla Bambouseraie e questa volta i miei acquisti furono ingenti: avevo deciso di piantare un giardino di bambù sulle terre che circondavano la mia casa di campagna, a Fontanellato. Ancora una volta si trattò di un esperimento felice. Sino a quel momento il bambù non aveva alcun rapporto col Labirinto; poi un giorno ebbi una folgorazione: quella pianta mi offriva la materia prima ideale per costruirlo.” Il bambù è una pianta sempreverde, elegante, flessuosa, vigorosa, rapida nella crescita. La sua forza è l’elevata fotosintesi che riduce l’anidride carbonica restituendo ingenti quantità di ossigeno. Per questo la Fondazione Franco Maria Ricci si è proposta di favorire il restauro del paesaggio padano, “rovinato da capannoni disadorni, proponendo agli imprenditori di utilizzare il bambù per mascherare le brutture con cortine verdi e fornendo le piante necessarie e un servizio di consulenza”.

 

Labirinto di bambù: le specie di Fontanellato

 

L’avventura all’interno del Labirinto di bambù più grande del mondo inizia senza mappa: qua e là si trovano punti di riferimento e informazioni, ma il bello sta proprio nel perdersi, lasciarsi andare all’avventura, contagiosa per tutta la famiglia, grandi e piccini. I visitatori sono immersi in un’atmosfera di relax e divertimento al tempo stesso, tra l’energia e la pace della natura. Lungo il percorso si incontrano numerosi tipi di bambù, in particolare la Phyllostachys bissetii, la specie dal fogliame denso e morbido, adatta ai climi rigidi e quella maggiormente usata per il Labirinto. Tra le altre, sono presenti anche la Phyllostachys vivax “Aureocaulis”, il bambù gigante con un culmo dorato e delicate striature verdi che può raggiungere i 15 metri di altezza, e la Phyllostachys Aureasulcata “Spectabilis”, i cui culmi hanno spesso un andamento a zig-zag alla base.

 

Il bambù è una scelta vincente per te e per l’ambiente: se vuoi saperne di più leggi anche Perché il bambù gigante  o partecipa a uno dei nostri workshop gratuiti in giro per l’Italia. Scopri le date del Green Tour 2018, ti aspettiamo!

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