Tutto sul bambù gigante

Tutto sul bambù gigante

La tua miniera verde

 

Il bambù gigante è una pianta dalle mille qualità: resistente, flessibile, economica e bio. Originaria dell’Asia, si sta diffondendo sempre di più anche in Occidente dove viene utilizzata in tanti modi, come arredo, ornamento, nella cosmesi e nella ristorazione, giusto per citare alcune applicazioni. Se sei curioso di saperne di più e per conoscere tutte le qualità del bambù gigante, leggi il post che abbiamo preparato per te!

 

La storia del bambù gigante

 

Il bambù gigante è una risorsa essenziale per il nostro pianeta. Così come il riso, il mais, il grano e la canna da zucchero, la fortuna del bambù si lega in modo indissolubile allo sviluppo della cultura dell’uomo e all’espandersi della sua civiltà. Questa incredibile graminacea, conosciuta anche come pianta dai mille usi, può costituire la materia prima per la costruzione di un valido riparo, diventare un foglio di carta, un cesto, un alimento altamente proteico e molto altro ancora. Le applicazioni del bambù gigante sono così tante da non trovare pari in natura. L’importanza di questa graminacea per l’uomo è tale per cui in diverse culture asiatiche la leggenda narra che l’umanità discenda proprio da uno stelo di bambù. Nel mito della creazione Filippino, ad esempio, un’affascinante leggenda racconta che l’origine dell’essere umano sia dovuta a un germoglio di bambù da cui vennero generati l’uomo e la donna. In Malesia, la leggenda narra che l’uomo incontrò per la prima volta la donna proprio mentre era appisolato sotto una pianta di bambù. In Giappone, ancora oggi, ai lati dei monasteri scintoisti si trovano delle meravigliose foreste di bambù gigante come barriera sacra contro il male.

La pianta del bambù ha una storia antica molto affascinante, avvolta da un velo di mistero e leggenda, ma allo stesso tempo nasconde tante qualità innovative e moderne apprezzate in tutto il mondo. Per saperne di più, prosegui nella lettura!

 

Il bambù gigante, tra Oriente e Occidente

 

Il bambù viene impiegato in Cina fin dal Duecento per realizzare le gomene, le cime delle navi, e le funi dei ponti sospesi. Originariamente veniva utilizzato anche per creare zattere e sistemi di irrigazione dei campi di riso.

Le prime sedie in bambù scoperte in Europa risalgono addirittura al Medioevo, anche se la diffusione di quest’erba ebbe inizio soprattutto a partire dal 1600 quando i padri pellegrini incominciarono a importarla dall’America dove veniva utilizzata per la costruzione di case e capanne. In Asia, il bambù viene ampiamente sfruttato nella costruzione di templi buddisti e scintoisti, in particolare in Giappone, Cina e Thailandia. Queste magnifiche costruzioni sono circondate da giardini zen decorati con piante di bambù gigante che proteggono il tempio da energie negative. Come abbiamo visto, in tutta l’Asia sono diffuse leggende che hanno per protagonista il bambù. Se in Oriente questa graminacea è caratterizzata da un alone di mistero e spiritualità, in Occidente viene apprezzata soprattutto per le sue qualità pratiche dato che è un materiale molto resistente e scenografico.

 

Le specie di bambù gigante

 

Il bambù gigante è una graminacea appartenente alla sottofamiglia delle Bambusoideae, piante arbustive ed arboree perenni che includono 90 generi e 1300 specie differenti. Secondo gli studiosi, e secondo l’esperienza, il bambù può vivere fino a 150 anni o, volendo essere più prudenti, fino a 80-120 anni. Cosa significa dal punto dal punto di vista pratico? Che chi sceglie di investire nella coltivazione di bambù, diventa protagonista della nascita del proprio bambuseto di cui potranno beneficiare addirittura anche i suoi nipoti. In questo senso, la coltivazione di bambù gigante va sicuramente considerata una strategia di investing di lungo o lunghissimo termine, con rendite e guadagni di cui poter beneficiare e che, molto felicemente, erediteranno i figli, i nipoti o i propri cari. Un dettaglio non di poco conto, in questo particolare periodo contraddistinto dall’incertezza economica, con sistemi di lavoro obsoleti e sterili sotto il profilo economico. Pensare di lasciare un giorno ai nostri figli una rendita chiavi in mano, che va oltre una somma di denaro, è un’idea che fa del bambù gigante un investimento appetibile da migliaia di persone e sempre più diffuso.

Ma andiamo con ordine e ritorniamo alle caratteristiche della pianta stessa. Delle 1300 specie di bambù gigante conosciute, circa 300 sviluppano nel tempo (in meno di 5 anni) un fusto legnoso con proprietà nettamente superiori a quelle dei più rinomati legni pregiati che tutti conosciamo per durezza, resistenza, elasticità e dilatazione.  Il bambù è una pianta complessa che spesso può essere difficile da identificare o classificare, ma data la sua importanza per gli ecosistemi e per l’economia di molte civiltà, un’identificazione corretta risulta fondamentale. Distinguere le diverse specie di bambù gigante, e impiantare quello più adatto alla tipologia di terreno, favorisce una miglior conservazione, lo sviluppo e la coltivazione, così da aumentare il rendimento per ettaro.

 

Tutte le proprietà del bambù gigante

 

Quali sono le eccezionali proprietà del bambù gigante? Scopriamole insieme in otto punti!

 

  • È una risorsa biodegradabile al 100 %.
  • Un ettaro di bambù gigante produce fino a 100 tonnellate di biomassa utilizzabile. Per ottenere la stessa quantità di legname bisognerebbe tagliare 20 ettari di foresta, un bel vantaggio per l’ambiente!
  • L’apparato radicale del bambù gigante è ideale per il consolidamento e il rimboschimento delle scarpate, e aiuta frane e smottamenti.
  • Trattiene l’acqua prevenendo il dilavamento dei terreni in caso di forti piogge evitando così pericolosi ingrossamenti di torrenti e fiumi.
  • Trasforma gli agenti inquinanti (compresi azoto e metalli pesanti) in biomassa.
  • Le piante di bambù gigante assorbono circa 5 volte la quantità di biossido di carbonio e producono circa il 35% in più di ossigeno, a parità di proporzioni, di una foresta di alberi.
  • È una risorsa eco-compatibile e sicura.
  • Il bambù si adatta a tutti i tipi di terreno, inclusi i suoli degradati e contaminati, quindi è ideale per facilitare le bonifiche ambientali.
  • Ma le straordinarie potenzialità di quest’erba non finiscono qui! Continua la lettura per scoprire ancora molto altro sul bambù gigante.

 

Coltivare bambù gigante in Italia

 

Il bambù ha una grande capacità di adattamento e cresce bene anche fuori dall’habitat originale. Ma qual è la specie più adatta alla coltivazione in Italia?

Il bambù gigante è una pianta sempreverde molto vigorosa, le cui dimensioni variano da pochi centimetri fino a 40 metri di altezza e 30 centimetri di diametro. Le radici sono rizomatose e la loro tipologia di sviluppo è molto variabile. Esistono specie dove le radici si sviluppano considerevolmente in orizzontale o in verticale e si allontanano molto dal loro punto di origine ed altre invece che hanno uno sviluppo molto contenuto, con habitus cespitoso. Il fusto è cilindrico, con internodi cavi e nodi molto evidenti, dai quali si sviluppano le foglie sottili e lanceolate. In Italia vanno diffondendosi numerose specie e coltivazioni di bambù gigante, in particolare quelle della famiglia dei Phyllostachys: Phyllostachys Pubescens o Edulis, comunemente chiamato Moso, e Phyllostachys Bambusoides, comunemente chiamato Madake.

 

Concentriamoci sulla varietà Phyllostachys Pubescens, quella scelta da noi di Alma Bamboo, perché è la più idonea a crescere e a maturare nei nostri climi. Inoltre, questa specie di bambù gigante è la più versatile dal punto di vista commerciale e supera molti legni pregiati per durezza e resistenza.

 

Phyllostachys Pubescens

Il bambù gigante è facile da coltivare a si adatta facilmente a diversi tipi di suolo, dalle ex discariche urbane ai suoli pubblici marginali o in abbandono, contribuendo alla fitodepurazione e proteggendo il territorio da frane e dissesti idrogeologici. Coltivare Phyllostachys Pubescens, nello specifico, significa inaugurare una filiera innovativa, aprire nuovi spazi all’occupazione e fare bene all’ambiente. Quali sono le caratteristiche di questa specie? Pensa che è la varietà di bambù gigante più coltivata in Cina e si adatta facilmente sia alle alte temperature sia al freddo, anche sotto lo zero. In Oriente, questo tipo di bambù gigante è coltivato dal tropico del Cancro fino a sud di Shangai, passando per le zone Sub-Tropicali, Fujian, Jiangxi e Zhejiang. In Occidente viene coltivato intensivamente negli Stati Uniti, soprattutto sulla costa del Golfo del Messico.  Il bambù gigante Phyllostachys Pubescens è giunto in Europa più di un secolo fa; in Italia si adatta facilmente al nostro clima, privilegiando le zone umide.

 

Perché il bambù gigante

 

Nei paesi dove il bambù gigante cresce in modo endemico fornisce un valido supporto ambientale e notevoli benefici economici alla popolazione. Il bambù gigante, oltre a fornire un sistema di rizoma intricato, fornisce delle canne multiuso, preziose sia come fonti di calore, sia come materiale da costruzione. Utilizzata come biomassa, questa incredibile graminacea non incide sulla deforestazione, e ha un approccio ecologico che mitiga i fenomeni derivanti dal cambiamento climatico. Nelle aree urbane e antropizzate, crea un vero e proprio polmone di ossigeno che abbatte le polveri sottili e l’inquinamento atmosferico, funge da barriera antirumore e frangivento, e regola il microclima.

 

Il bambù gigante: una risorsa economica

economia circolare

 

 

Ad oggi il bambù è l’unica risorsa in grado di garantire grandissime potenzialità remunerative associate all’eco-sostenibilità ambientale che stavamo cercando da anni!

Siccome l’ambiente è una questione che ci sta molto a cuore ed è una delle qualità più importanti del bambù gigante, occorre fare una piccola premessa. Devi sapere che la nostra filosofia, quella su cui Alma Bamboo si fonda, si discosta nettamente da chi fino adesso si è garantito enormi profitti attraverso le risorse fossili (petrolio, carbone, e così via) ai danni dell’ambiente. La nostra idea di guadagno e di profitto, infatti, è strettamente legata all’eticità del progetto che ruota intorno all’eco-compatibilità del bambù gigante, e ruota intorno all’idea che dovremmo tutelare il più possibile l’habitat in cui siamo inseriti, in quanto risorsa imprescindibile per la prevenzione delle malattie, il benessere e l’equilibrio psico-fisico degli esseri viventi

 

Il mercato mondiale del bambù gigante

 

Il bambù gigante ha tempi rapidissimi di crescita, tant’è che nessun altro arbusto ha una crescita così rapida in natura. A questo proposito, devi sapere che generalmente possono essere raccolti ogni anno il 30 per cento dei culmi di una piantagione senza ridurre la densità arborea e il numero dei tronchi per ettaro di un bambuseto. L’impianto fornisce culmi di diverse dimensioni che, raccolti, suddivisi e classificati, si offrono a più di 1500 applicazioni in più settori di mercato di riferimento. Se non pensavi che Madre Natura ci potesse fornire una risorsa così preziosa al mantenimento dell’equilibrio del nostro pianeta e per il futuro dei nostri figli, a questo punto dovresti già esserti ricreduto. Ma c’è di più: pensa che il fatturato mondiale del commercio di bambù e dei suoi derivati è stato stimato a 5 miliardi di dollari ed è in continua ascesa (circa il 35% annuo). Ecco perché senti parlare così spesso di bambù gigante e sempre più persone, anche in Italia, hanno scelto di investire in questo green business.

 

Il bambù gigante in edilizia

 

Fino a oggi, il mercato europeo ha valorizzato l’aspetto ornamentale della pianta: i vivai che producevano bambù puntavano sull’aspetto estetico, dimenticandone le caratteristiche salienti di quest’erba molto versatile e preziosa per l’uomo. Il bambù, oltre ad essere utilizzato per la produzione di legname e germogli alimentari, è molto diffuso in edilizia perché è leggero, resistente e versatile. Non a caso ha suscitato l’interesse di tantissimi architetti ingegneri: Frei Otto, Buckminster Fuller, Arata Isozaki, Michael McDonough, Kengo Kuma, Shigeru Ban e Renzo Piano. D’altronde come non avrebbe potuto suscitare l’interesse di grandi progettisti un materiale così versatile da adattarsi ai più svariati contesti climatici e geografici e così prezioso da essere chiamato “oro verde” e “acciaio vegetale”. Il bambù, negli ultimi anni, sta diventando sempre più competitivo sul mercato delle costruzioni green. Cavo e leggero, ha straordinarie proprietà meccaniche: la resistenza a tensione delle sue fibre può toccare i 12.000 kg/cm2, quasi due volte quella dell’acciaio. E, nella resistenza a compressione, supera addirittura il calcestruzzo.

 

Architettura in bambù: i casi più celebri

 

 

Architetti e ingegneri di tutto il mondo hanno fatto ricerca sul bambù e, nel mondo, si trovano moltissimi esempi di questi edifici. A Manizales, in Colombia, sono ancora abitabili alcune case in bambù costruite a fine Ottocento. Ed è nello stesso Paese che l’architetto Carlos Vergara ha costruito la struttura in bambù a pianta quadrata più grande del mondo negli anni Ottanta. Ma il massimo esponente mondiale di costruzioni in bambù è Simòn Vélez, l’architetto che ha realizzato ville, capannoni, stalle, ponti e addirittura una cattedrale con questo incredibile materiale naturale. Se hai visitato l’Expo di Milano, sicuramente non ti sarà sfuggito il padiglione del Vietnam, ispirato agli stagni di loto, e realizzato in bambù dall’architetto vietnamita Vo Trong Nghia, colui che ha definito questa graminacea dalle meraviglie “l’acciaio verde del 21° secolo”. In effetti, ad oggi, è l’unica risorsa capace di riunire due concetti che sino ad ora raramente erano conciliabili: business ed etica.

 

Il mercato del lusso e il bambù gigante

 

Gucci e Armani sono soltanto due delle grandi firme della moda che hanno scelto di ispirarsi alla versatilità di questa straordinaria pianta per i propri brand. La borsa “Jackie O” di Gucci è l’esempio più illuminante in questo senso: icona del marchio, è entrata nella storia della maison come l’accessorio preferito di Jacqueline Onassis, ex moglie del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Creata per la prima volta nel 1947, era realizzata in pelle di cinghiale con il manico in bambù, scaldato e curvato a semicerchio. E la sua storia prosegue ancora oggi, con le stesse metodologie di allora, e 13 ore di lavoro artigianale. Giorgio Armani, dal canto suo, ha proposto abiti in cui il bambù è diventato un vero e proprio ricamo o l’elemento decorativo di tacchi e gioielli da passerella.

 

Vestiti di bambù

 

Sta maturando sempre di più la consapevolezza che tutto ciò che mettiamo a contatto con la nostra pelle venga assorbito dal corpo, rendendoci decisamente più responsabili nelle nostre scelte d’acquisto. E questo vale ancora di più quando si tratta dei nostri figli. La stessa cura che riserviamo alla scelta dei cosmetici, va sviluppandosi per la scelta dei capi di abbigliamento, inaugurando un nuovo mercato di vendita del bambù. La fibra che si ricava dal bambù, infatti, ha innumerevoli proprietà che la rendono particolarmente adatta alla realizzazione di vestiti per adulti e bambini. Giusto per citare le principali virtù del bambù organico: è assorbente (3-4 volte più rispetto al cotone), traspirante, antibatterico e antisettico, termoregolatore e ipoallergenico. Senza contare che protegge dai raggi UV, riduce l’elettricità statica e, al tatto, ha la stessa morbidezza del cashemere e della seta.

 

Carta di bambù

 

 

Gli alberi tradizionali necessitano di decine di anni per crescere e raggiungere le dimensioni convenienti al taglio e alla produzione di carta. Una volta recisi, inoltre, non si rigenerano ed è d’obbligo rimpiazzarli. Le foreste di bambù gigante, invece, costituiscono dei boschi rinnovabili e centenari allo stesso tempo: crescono molto in fretta, non hanno bisogno di pesticidi e fertilizzanti e riducono la deforestazione. I bambuseti sono una grande risorsa a cui attingere per la realizzazione di carta nel pieno rispetto dell’ambiente.

 

Il bambù come riscaldamento ecologico

 

In maniera simile al granturco, il taglio delle piante di bambù genera un materiale combustibile paragonabile al cippato, che può essere riciclato per il riscaldamento civile. Il bambù gigante ha un potere calorifico notevole e rientra a tutti gli effetti nella lista dei combustibili alternativi a quelli fossili, classificandosi insieme a pellet, cippato e nocciolino tra le principali biomasse ad uso energetico: un mercato di vendita in evoluzione, ai primissimi passi in Italia ma già attivo in molti Paesi.

 

Fitoterapia e ayurvedica con il bambù

 

Noto per le sue proprietà terapeutiche e ampliamente utilizzato in Oriente, il bambù è ricchissimo di silicio organico in forma biodisponibile e assimilabile dal nostro organismo. Un componente essenziale per la nostra salute e la bellezza, in quanto il silicio è coinvolto nel processo di produzione del collagene e nell’assorbimento di calcio e magnesio. Il fusto del bambù, inoltre, è ricco di proteine, vitamine e sali minerali quali calcio, potassio, sodio, zinco, selenio e rame. È facile capire, quindi, perché il bambù venga utilizzato come integratore alimentare, tonificante ed antinfiammatorio per il trattamento di disturbi respiratori, afrodisiaco e astringente. Su consiglio medico, di un erborista o di un naturopata, il bambù può essere utile anche in menopausa, per scongiurare il rischio osteoporosi.

 

Guadagnare con il bambù gigante

 

Ora che hai avuto modo di capire quante applicazioni commerciali ha il bambù gigante, siamo certi che le caratteristiche del bambù gigante ti abbiano affascinato.

Per chiudere, vogliamo lasciarti conoscere il punto di vista di qualcuno che ha già scelto di fare questo investimento. Ecco l’intervista a uno dei nostri soci!

 

Dopo aver maturato un’ampia ed importante esperienza in ambito commerciale e marketing, Paolo Zapponi ha scelto di intraprendere un progetto imprenditoriale con Alma Bamboo, forte della conoscenza maturata in campo internazionale nel settore food. Che cosa ha spinto il nostro socio a investire in coltivazioni redditizie? Scopriamolo insieme.

 

coltivazioni redditizie

 

Com’è venuto a conoscenza di Alma Bamboo?

 

Il primo approccio con Alma Bamboo è avvenuto quasi per caso, attraverso il contatto su Facebook con un utente che non ho ancora conosciuto di persona. Da qualche tempo stavo studiando le coltivazioni redditizie, ero alla ricerca di un progetto totalmente italiano, che avesse a che fare con l’agricoltura, in cui investire. E l’occasione è stata propizia!

 

Quali elementi l’hanno convinta a investire nel bambù gigante?

 

Un business etico e sostenibile può essere definito veramente tale se le persone che lo sostengono sono anch’esse etiche. E in Alma Bamboo, facendo conoscenza con Antonio Villani e Domenico Fortunato, oltre che con le altre persone del team, devo ammettere di essere entrato nell’ambiente ideale: il partner perfetto per sviluppare tanti progetti, anche attraverso Alma Consulting.

 

Quali delle applicazioni del bambù gigante l’hanno colpita maggiormente?

 

In particolar modo mi ha interessato il filone alimentare, sia per il mio background lavorativo, venendo da un contesto internazionale in ambito food, sia perché quello che viene definito il cibo del futuro, il bambù gigante, è già una felice realtà con BambùBio. Inoltre, mi sta particolarmente a cuore l’utilizzo del legno di bambù per produrre oggetti di design, pavimenti e arredamenti ecologici.

 

Consiglierebbe questo investimento ad un suo amico?

 

Certamente, il bambù gigante rappresenta il futuro ed è tra le coltivazioni redditizie più in crescita del momento. Alma Bamboo è una realtà forte e strutturata in cui a fronte di un basso rischio viene corrisposto un alto reddito, particolare piuttosto insolito, ma spiegabile in modo semplice: il bambù gigante ha così tante applicazioni, oltre ad essere già utilizzato e in forte espansione, che il potenziale rischio viene diviso tra le varie attività e finisce quasi con l’annullarsi.

 

Bambù gigante: guadagni tu e guadagna la natura

Siamo certi che ora avrai capito perché siamo soliti dire che grazie al bambù gigante “guadagni tu e guadagna la natura”. Se vuoi approfondire ulteriormente e vederci di persona, ti diamo l’appuntamento ad uno dei nostri workshop gratuiti in giro per l’Italia. Qui trovi le date del Green Tour 2018 di Alma Bamboo! Ti aspettiamo!

 

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